Home la VOCE del TRENTINO Caos in tutta Italia, bancomat, Pos e carta di credito non funzionano

Caos in tutta Italia, bancomat, Pos e carta di credito non funzionano

Anche in  Trentino il fenomeno ha avuto inizio stamane e nelle ultime ore si sta intensificando.

Molti sono stati i cittadini trentini che durante il giorno hanno tentato di prelevare con il bancomat e non ci sono riusciti.

La scritta che appariva nella maggioranza dei casi era: «Manca il collegamento con il tuo istituto di credito»

Nel resto d'Italia sono stati registrati disservizi di ogni tipo: impossibile prelevare e pagare, non è chiara la natura del problema e per il momento non sono state fornite indicazioni degne di nota dagli istituti di credito.

Tra i primi a comunicare problematiche il Banco Bpm e Unipol Bank: «A causa di interventi tecnici le funzione relative a carte di pagamento non sono disponibili».

Su Twitter è scattato il classico tam tam, con segnalazioni da diverse parti di Italia: secondo le prime informazioni a disposizioni, non è possibile effettuare prelievi con Bancomat e carte di credito dagli sportelli di tutti gli istituti.

Ma non solo: i pagamenti vengono respinti ai Pos degli esercizi commerciali.

Da escludere, dunque, che si tratti di un problema ad personam: il malfunzionamento è generale e sono attesi aggiornamenti a stretto giro di posta.

Come dicevamo, è in corso una pioggia di segnalazioni su Twitter: c'è chi lamenta difficoltà a prelevare e chi, invece, non è riuscito a effettuare pagamenti con Bancomat o carta di credito.

Problemi a saldare conti in supermercati, negozi o ristoranti/pizzerie. Un utente Twitter ha reso noto che la sua banca di riferimento gli ha comunicato un disservizio per «mancanza di collegamento».

Non mancano le polemiche dal punto di vista politico: diversi utenti hanno ironizzato sulla volontà del Governo giallorosso di diminuire l'uso del contante in favore di Bancomat e carte di credito.

In una situazione come questa, infatti, i contanti diventano “fondamentali” per poter acquistare beni di necessità immediata o per poter uscire fuori a pranzo/cena. Attese novità nel corso delle prossime ore sul malfunzionamento che ha abbracciato tutto lo Stivale.

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Più prodotti “certificati” e a “filiera ” corta” – quindi locali – nella ristorazione collettiva gestita da privati in convenzione con la Provincia e gli enti locali: questa la decisione assunta venerdì dalla Giunta, in preadozione, a conferma di un indirizzo già dato con l'adozione, nel 2017, del Programma per l'orientamento dei consumi e l'educazione alimentare.

I contenuti del Programma verranno in questo modo estesi anche a soggetti privati che nelle proprie mense, e nell'ambito di rapporti in essere con l'amministrazione, saranno tenuti a garantire l'approvvigionamento dei prodotti agro-alimentari necessari alla predisposizione dei pasti secondo le regole già applicate alla ristorazione gestita direttamente o in appalto dagli enti pubblici, in particolare in scuole, asili, strutture socio-assistenziali e sanitarie.

Ciò con particolare riferimento ai prodotti dotati di certificazione DOP-IGP-STG, ai prodotti biologici o da produzione integrata, ai prodotti tipici e tradizionali, di qualità riconosciuta e certificata (es: Marchio Qualità Trentino), prodotti che comunque per il 60% devono essere a basso impatto ambientale e cioè provenire da luoghi distanti non più di 70 km dal luogo di utilizzo.

Più spazio dunque ai prodotti di qualità e di provenienza locale nelle mense degli istituti scolastici o delle strutture assistenziali a carattere residenziale.

Una decisione che conferma l'orientamento della Giunta verso politiche attente da un lato alla sostenibilità ambientale (i prodotti a “filiera corta” fanno meno strada per arrivare nei nostri piatti, il che significa meno traffico, meno emissioni ecc.), dall'altro alla valorizzazione delle produzioni locali, specie quelle tradizionali e qualità certificata.

I soggetti tenuti a questo nuovo obbligo e a cui si estendono dunque i contenuti del Programma per l'orientamento dei consumi e l'educazione alimentare già adottato due anni fa sono i seguenti:a) soggetti privati affidatari di servizi socio assistenziali in convenzione o appalto da rendere in forma residenziale o semiresidenziale con servizio di ristorazione per gli utenti, o per la #grassetto_inizio#gestione di mense#grassetto_fine# per persone svantaggiate;

b) soggetti privati…

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