Home La Gazzetta dello Sport Jorginho: "Al Chelsea per essere un top, anche senza Sarri"

Jorginho: “Al Chelsea per essere un top, anche senza Sarri”

Il play azzurro sta giocando alla grande in Premier: “Non c'è nulla di casuale, con Lampard siamo più aggressivi”

Dai fischi ai fasti: Jorge Luiz Frello Filho, in arte Jorginho, italiano grazie al Frello del cognome di origine paterna – radici nella provincia vicentina -, è il nuovo idolo di una tifoseria non facile come quella del Chelsea. Il coro “Jorginhooooo” ha scosso lo Stamford Bridge martedì sera, nel pirotecnico 4-4 con l'Ajax in cui il centrocampista di Imbituba ha firmato due gol su rigore. In pochi mesi, è cambiata la storia inglese di Jorginho: dopo le critiche e le ironie, siamo all'esaltazione totale. Il passaggio a occhi chiusi di sabato scorso contro il Waftord, mandando Abraham in porta, è forse il gesto tecnico più spettacolare esibito dal calciatore del Chelsea, nominato da Frankie Lampard vicecapitano dei Blues. Oggi però sarà in tribuna per scontare un turno di squalifica.

È il suo momento migliore di sempre?

“Credo proprio di sì. Sta andando tutto benissimo, ma non c'è nulla di casuale. Volevo affermarmi nel campionato più competitivo del mondo. Trasferirsi in un club come il Chelsea e giocare in Premier League rappresenta il top e mi ero ripromesso di non perdere questa sfida. Non è stato facile, ma ora vedo la luce”.

La scorsa stagione i fischi e le critiche si sprecavano.

“Lo so. Non fui accolto benissimo e l'inizio fu faticoso. Quando passi da un campionato all'altro serve del tempo per adattarsi. Nel calcio purtroppo si è impazienti. Mi riconosco il merito di non aver mai mollato, di non essermi lasciato andare allo sconforto. Per questa ragione, ora è ancora più bello vivere questa dimensione. Volevo dimostrare di meritare la Premier e la maglia del Chelsea”.

Si pensava che l'addio di Sarri potesse solo complicarle ulteriormente la vita, invece lei sta sorprendendo tutti.

“Volevo dimostrare anche questo: di poter camminare con le mie gambe senza il sostegno della fiducia di Sarri”.

Quanto è stato importante Sarri per la sua carriera?

“Posso solo ringraziarlo per quello che mi ha insegnato. Gli devo molto. Abbiamo vissuto insieme una bella esperienza: tre anni a Napoli e uno a Londra. Con lui sono cresciuto, maturato e migliorato”….

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