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EuroLega, 7ª giornata: Milano non si ferma più e schianta il …

Un 17-2 firmato Della Vallle-Scola-Rodriguez distrugge le resistenze dei baschi, soffocati anche da una grande difesa

Milano infila la sesta vittoria consecutiva in EuroLega in virtù dapprima di una solidità complessiva, specie in difesa, che le ha permesso di annullare un -9 e un -6 nel primo tempo e di reagire a un parziale di 0-9 a cavallo tra terzo e ultimo quarto, e poi di un parziale irresistibile di 17-2 che le ha consegnato la gara. I protagonisti del suddetto parziale sono stati gli stessi di quello contro il Barcellona, ovvero Scola, Della Valle e Rodriguez, ma tutti sono stati importanti dando una grande mano in difesa e togliendo il respiro all'attacco del Baskonia. Prima dell'ultima frazione, in attacco si erano fatti valere anche Micov, soprattutto quando è stato usato splendidamente da ala forte sul finire del primo tempo, e un Mack finalmente positivo. Al di là del gioco di snocciolare nomi, per parlare di Milano bisogna usare innanzitutto il concetto di squadra, perché solo una squadra con la S maiuscola reagisce sempre e comunque ai momenti di difficoltà nel modo giusto e colpisce in questo modo così spietato e inarrestabile quando la palla inizia a pesare.

Il Baskonia se l'è giocata, soprattutto con Henry e Stauskas sul perimetro e con Fall sotto canestro, aiutati solo a tratti da uno Shengelia discontinuo, ma l'impressione è che Perasovic non abbia studiato bene il piano partita iniziale e abbia tenuto troppo tempo in panchina Henry, togliendogli il feeling con la partita, che il play di riserva ha recuperato solo quando era troppo tardi. Inoltre, troppi giocatori peccano nella capacità di lettura delle situazioni, e questo non è accettabile nel basket moderno.

Quintetto Milano: Micov, Roll, Rodriguez, Tarczewski, Scola

Quintetto Baskonia: Vildoza, Janning, Shengelia, Shields, Eric

Messina conferma l'esclusione dal roster per l'EuroLega di Burns e Moraschini, e il terzo a rimanere in tribuna è White e non Biligha come nella partita scorsa. Dall'altra parte, Perasovic ha un nucleo ben consolidato e il suo progetto prevede fiducia anche per Achille Polonara, che torna a giocare su un parquet italiano, e che viene sonoramente fischiato alla lettura delle formazioni. Scola e Shengelia si sfidano subito a viso aperto nei primi possessi, ma sono più gli errori commessi che i canestri segnati, così Milano si affida ai propri esterni, e la scelta paga dei bei dividendi, mentre gli ospiti insistono nel concludere da sotto, se non con Shengelia con Eric, e restano a zero punti dopo 3' di gioco, contro i 7 dell'Olimpia. Anche quando Janning segna prendendosi un buon tiro da 3, il possesso successivo è ancora un tentativo di gioco in post, senza rendersi conto che, forse, la difesa di casa è più abile ad affrontare queste situazioni rispetto a quelle più perimetrali. Scola commette ben presto due falli, così è già tempo del tanto discusso doppio pivot per Messina, e in tutto questo nessuno segna per un po' e, successivamente, il Baskonia varia di più il gioco dando un po' più di respiro alla manovra, con il risultato che, da quel 7-0 iniziale, si passa al 9-10. Messina torna a un quintetto più classico e affida la regia a Mack in un momento che potrebbe risultare delicato in caso di un estensione del parziale avversario. In realtà, i baschi si fanno male da soli perché ricominciano a insistere col gioco vicino a canestro, senza che una scelta del genere abbia un minimo di senso, così, anche se Milano segna poco, rimane comunque a contatto nel punteggio, almeno per un po'. La verve di Henry, comunque, dà una bella scossa all'attacco ospite, che nell'ultimo minuto produce in modo importante, così il quarto si chiude sul 14-19.

Henry si sente in serata, accentra molto su di sé il gioco, ma comunque con criterio e con buoni risultati. Nemmeno Rodriguez è un gran difensore, così Henry continua a scorrazzare liberamente e a mettere in ritmo i compagni. Il 14-23 è preoccupante per Messina, che chiama time out, da cui Milano esce bene con una tripla del Chacho. Il problema è che pure Stauskas è super ispirato, e c'è da essere contenti che Henry vada a riposare in panchina per Vildoza, mentre prima della…

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